Martedì 20 aprile 2004
SCIOPERO GENERALE
dei dirigenti, dei docenti e dei quadri amministrativi delle scuole
Manifestazione nazionale
Roma, Teatro Eliseo,
Via Nazionale 183/e - ore 10.00
LE RAGIONI DELLO SCIOPERO
Dirigenti delle scuole:
gli adempimenti e le modalità di partecipazione allo sciopero
La circolare del MIUR
20 aprile 2004: sciopero dei dirigenti e delle alte professionalità della funzione pubblica
Le modalità per lo sciopero dei dirigenti delle scuole
In vista dello sciopero proclamato dalla Federazione Nazionale Funzione Pubblica della CIDA, è opportuno fare il punto sugli adempimenti cui sono tenuti i dirigenti delle scuole (inclusi i presidi incaricati) sia per quanto attiene allo sciopero del personale (ricordiamo che sono chiamati a scioperare anche i docenti e i quadri amministrativi ) sia per le modalità di adesione allo sciopero da parte del dirigente medesimo.
- Adempimenti del dirigente in relazione alla proclamazione dello sciopero dei docenti e dei quadri amministrativi
· subito: circolare interna, rivolta a docenti e ATA, con la richiesta di far conoscere la propria adesione allo sciopero. Tale richiesta è un obbligo per il dirigente, mentre il personale non è tenuto a rispondere. E’ tuttavia consigliabile la richiesta di una firma per presa visione;
· non oltre cinque giorni prima della data fissata per lo sciopero (quindi, entro il 15 aprile): comunicazione alle famiglie - da estendere anche ai docenti e al personale - circa le modalità di funzionamento o l’eventuale sospensione del servizio, sulla base delle valutazioni che il dirigente stesso fa circa gli effetti dello sciopero sul servizio didattico (quali lezioni, in quali classi, orario ridotto, etc.);
· almeno due giorni prima dello sciopero: eventuale individuazione del contingente di personale ATA ed educativo (non sono inclusi i docenti) destinato ad assicurare i servizi minimi previsti dall’art. 2 dell’accordo sull’attuazione della legge 146/90, allegato al CCNL del 1999 (quello precedente il CCNL attualmente in vigore).
- Adempimenti del dirigente per la propria adesione allo sciopero
a. tre giorni prima dello sciopero (quindi non oltre sabato 17 aprile): comunicazione preventiva (anche via fax) al Direttore del competente Ufficio Scolastico Regionale (e p.c., al CSA) della propria adesione allo sciopero (vedi modello esemplificativo);
b. in tempo utile, prima dello sciopero: comunicazione interna ai docenti ed al personale ATA (vedi modello esemplificativo), contenente anche disposizioni circa la comunicazione dei dati di effettiva adesione allo sciopero;
c. IMPORTANTE: il giorno dello sciopero il dirigente dovrà accertarsi che dalla scuola parta la comunicazione dei dati di adesione effettiva allo sciopero, contenente esplicitamente anche il dato circa la propria adesione. E’ infatti SOLO quest’ultima comunicazione che gli uffici dell’Amministrazione utilizzeranno per il computo della percentuale di partecipazione allo sciopero. Ai fini dell'inclusione del dirigente nei dati ufficiali di partecipazione allo sciopero, è necessario che questo adempimento venga scrupolosamente osservato. Non è quindi sufficiente la sola comunicazione preventiva di cui alla precedente lettera a).
Roma, 30 marzo 2004
Ai Dirigenti delle scuole italiane
LORO SEDI
Cara/o Collega,
desidero informarti personalmente del senso e della improrogabilità dello sciopero generale proclamato per il prossimo 20 aprile dalla Federazione Nazionale Dirigenti e Alte Professionalità della Funzione Pubblica della CIDA, cui l’Anp aderisce quale sindacato maggioritario dei dirigenti delle scuole.
Sulle ragioni dello sciopero non ritengo utile aggiungere nulla a quanto contenuto nell’editoriale, in via di pubblicazione sul prossimo numero dell’organo dell’Anp “A&D - Autonomia e Dirigenza”, alla cui lettura anticipata rinvio nel testo allegato alla presente. Del resto tali ragioni sono certo ti siano nella sostanza ben note, per esperienza diretta e quotidiana: la crescita delle responsabilità e dell’impegno professionale nella scuola non ha trovato riscontro nell’adeguamento del trattamento retributivo né si è raggiunta la necessaria perequazione stipendiale tra presidi e restante dirigenza pubblica a parità di funzioni. E non si avvertono segnali di una positiva resipiscenza da parte del datore di lavoro né i presupposti per la partenza della nuova stagione contrattuale, nonostante il gigantesco ritardo fino ad ora accumulato che penalizza in primo luogo quelli tra i dirigenti peggio retribuiti.
Preferisco piuttosto soffermarmi sul significato della nostra iniziativa complessiva e sugli elementi che la contraddistinguono - nei comportamenti effettivi – da quella delle altre organizzazioni concorrenti. Perché non si può negare che, per quanto riguarda i dirigenti, a parole tutti i sindacati rappresentativi sostengano le stesse cose, ma che solo sui fatti si possa misurare la reale distanza delle posizioni.
Facciamo un paio di esempi. Basti pensare alla richiesta della perequazione del nostro trattamento economico a quello dei dirigenti delle altre aree di contrattazione. Questo è l’obiettivo ufficialmente dichiarato da tutte le OO.SS. rappresentative dell’area V, ma poi l’Anp è l’unica a far discendere da tale rivendicazione la scelta dello strumento contrattuale indispensabile per il perseguimento dell’obiettivo, e cioè l’aggregazione della nostra area a quella di altri dirigenti pubblici, mentre tutte le altre sigle sindacali vi si oppongono. E del resto lo stesso iato tra il dire e il fare – appare persino superfluo ricordarlo – si è già verificato nel corso delle trattative per la stipula del primo CCNL della dirigenza scolastica, quando siamo stati gli unici a rinviare la chiusura dell’accordo fino al raggiungimento di una perequazione almeno parziale, quella con la restante dirigenza sul trattamento fondamentale.
Anche sulla questione dello spoil system, la differenza dei comportamenti è stata, ed è, evidente: non mi riferisco solo al fatto che la nostra sigla è stata l’unica a contrastare il disegno di legge prima della sua definitiva approvazione. Acqua passata. Guardiamo piuttosto al futuro, con l’intenzione però, anche in questo caso, di far corrispondere ai principi proposte ed azioni coerenti. Noi respingiamo l’estensione del criterio fiduciario per la nomina di tutti i dirigenti, perché questo comporta la loro scelta a seconda della appartenenza partitica e la eventuale rimozione dall’incarico ad ogni cambio di governo. Mentre noi crediamo che, nell’interesse di tutti, i dirigenti debbano essere selezionati per il livello della loro competenza e non per la disponibilità all’obbedienza. Ma per far questo vogliamo veder introdotta una procedura tecnica di valutazione, che possa diventare, nel rispetto delle garanzie contrattuali, il più importante strumento di tutela dell’autonomia dirigenziale. Ed è per questo che negli ultimi mesi non abbiamo voluto boicottare, come altri sconsideratamente e demagogicamente hanno fatto, la procedura sperimentale di valutazione dei dirigenti delle scuole, perché siamo consapevoli che, invece, è proprio una procedura di valutazione analitica e documentata in ogni sua fase – ancorché snella e sburocratizzata - la principale e più efficace garanzia dei dirigenti contro lo spoil system. E che il rifiuto di qualsiasi forma di valutazione avrebbe per di più diminuito la forza contrattuale della categoria al momento dell’apertura delle trattative per il nuovo CCNL.
L’indizione del nostro sciopero - che abbiamo ritenuto di rafforzare, collocandolo nel contesto di una protesta unitaria di tutta la dirigenza pubblica del Paese – giunge pertanto quale logico coronamento di una serie di prese di posizione precedenti tese al potenziamento dell’autonomia dirigenziale, che deve essere salvaguardata con i contratti e non solo. Ed arriva anche al momento opportuno, perché oggi è necessario far sentire chiara la protesta per le nostre legittime rivendicazioni categoriali, come pure la preoccupazione per le sorti del servizio pubblico; le une e le altre ci paiono infatti assolutamente neglette.
Solo però un’elevata partecipazione allo sciopero, la cui incidenza non si misurerà con la mancata erogazione del servizio (i dirigenti sono comunque responsabili dei risultati) ma esclusivamente in relazione al numero delle adesioni che si registreranno nell’occasione, potrà divenire la principale condizione per il suo successo.
Ti invito pertanto ad unirti a noi nella giornata di lotta, insieme ai dirigenti degli altri settori pubblici, indipendentemente dall’iscrizione o meno a questo Sindacato. E’ infatti in gioco l’interesse della categoria nel suo insieme e non già quello della sigla sindacale. Qualsiasi distinguo, cedimento o incertezza potrebbe essere pagata a caro prezzo!
Ed è sicuramente vero che una massiccia partecipazione allo sciopero ci permetterà di accelerare l’avvio della trattativa e poi di sedere al tavolo contrattuale con alle spalle una categoria che sarà riuscita a tradurre i tanti motivi di malcontento professionale in una convinta e solida forza, in grado quindi di puntare al raggiungimento effettivo degli obiettivi che dovranno essere perseguiti a quel tavolo. Diversamente, la trattativa ritarderà ancora oppure partirà con le polveri bagnate, e tutto sarà più difficile.
Con viva cordialità.
Giorgio Rembado