Tarsu: le scuole non ricevono i finanziamenti
Fonte: sito web Cgil Scuola - 19 maggio 2004
Sulla questione del mancato trasferimento di risorse per il pagamento della Tarsu la situazione delle scuole è diventata ormai non più sostenibile.
Come tutti sanno, è compito del Miur, per convenzione con la conferenza unificata Stato Regioni del 2002 finanziare le scuole per il pagamento delle relative fatture. Da allora anche la Tarsu è diventata oggetto di finanza creativa. Che vuol dire per il Miur non rispettare gli impegni, trasferire risorse al di sotto della bisogna, scaricare ogni onere sulle scuole costrette a pagare con i fondi del funzionamento (a scapito della qualità complessiva del servizio e della didattica) e costrette ad esporsi nei confronti dei creditori.
Sappiamo che questo è il modo di concepire l'autonomia da parte del Miur: se vi sono problemi le scuole si arrangino con l'autonomia. E' il concetto di autonomia come crocerossa per tutto quello che il Miur non è capace o non vuole fare.
Il segretario Generale della Cgil Scuola Enrico Panini interviene sull'argomento e chiede il rispetto degli impegni ricordando che analoga posizione è stata espressa dall'Anci.
Roma, 19 maggio 2004
Testo lettera
Prot. n. 12/7 del 18 maggio 2004
Oggetto: TARSU assegnazione fondi alle scuole per gli anni 2002/2003/2004
Egregio Signor Ministro,
in questi giorni sta emergendo in tutta la sua gravità un problema a livello nazionale, che consiste nel fatto che le scuole non sono più in grado di far fronte al pagamento della Tarsu.
Per tempo la Cgil Scuola Le aveva segnalato e denunciato, inascoltata, questo problema.
Dalle comunicazioni ufficiali inviate dalle Direzioni Regionali risulta sempre più evidente che le spettanze dovute alle scuole a saldo degli anni 2002 e 2003 non saranno più accreditate.
Di conseguenza, le scuole non potranno far fronte al pagamento della Tarsu, un onere che in molti casi rappresenta la spesa più consistente dell'intero bilancio scolastico.
Un bilancio già ridotto ai minimi termini per i tagli effettuati su altre voci di spesa, come, ad esempio, il funzionamento didattico ed amministrativo, la 3^ area degli Istituti Professionali e la Legge 440/’97.
Come Lei certamente sa, le scuole vantano crediti ingenti nei confronti del Miur, in quanto le relative pendenze, a partire dal 2001, non sono mai state completamente saldate.
Le scuole, sicure di poter reintegrare le cifre sborsate, hanno anticipato il pagamento della Tarsu con i fondi ordinari a tutto detrimento del funzionamento amministrativo e didattico.
Non è più possibile sostenere ulteriormente questa situazione foriera, fra l’altro, di un conflitto istituzionale tra comuni e scuole.
Dalle comunicazioni ufficiali alcune Direzioni Regionali risulta che gli importi accreditati a saldo per il pagamento della Tarsu per l'anno2003 coprono solo il 10% del fabbisogno reale.
Oltre a contestare la situazione di caos e di conflitto che si sta alimentando, denunciamo il modo con cui viene gestita tale questione ai vari livelli dell'Amministrazione.
Non è pensabile, infatti, che le scuole possano far fronte ad impegni così gravosi con i fondi ordinari che, a loro volta, sono già stati ridotti dal 2001 ad oggi di oltre il 40% e che sono fondi che hanno tutt'altra finalità.
Val la pena di ricordare che, a seguito della Conferenza Stato/Città e Autonomie Locali, il MIUR si era assunto l'impegno di finanziare le scuole per un importo corrispondente alla Tarsu. (stimata congiuntamente per i 75 miliardi di vecchie lire).
Ora dobbiamo constatare l’assenza di ogni rapporto fra gli impegni sottoscritti e l'effettiva gestione.
Pochi esempi dimostrano, se ce ne fosse bisogno, che per le scuole è impossibile sostenere questa spesa.
Nel 2002 lo stanziamento del bilancio del MIUR per funzionamento didattico ed amministrativo delle scuole era pari a un importo pari a 268,359 milioni di euro ridotto nel 2003, a 187,639 milioni di euro.
Per la Tarsu lo stanziamento del bilancio MIUR è stato per il 2002 pari a 34,438 milioni di euro ( già insufficienti a coprire l'arretrato), per il 2003 pari a 5,843 milioni di euro, una cifra assolutamente irrisoria. Anche lo stanziamento per il 2004 di circa 12 milioni di euro è di gran lunga inferiore al costo della Tarsu quantificata nella conferenza Stato-Città e Autonomie locali in 75 miliardi di vecchie lire.
La motivazione politica di una scelta così penalizzante per le scuole non può che essere attribuita ad un malinteso concetto di federalismo.
Come ha recentemente denunciato lo stesso Presidente dell'Anci questa situazione non è più sostenibile e richiede soluzioni rapide e definitive, anche per evitare che essa degeneri in un conflittualità tra livelli dello Stato che offrono un servizio alla collettività.
Distinti saluti
Enrico Panini